Sto leggendo il Codice Da Vinci. Un libro avvincente, che ti obbliga a non lasciarlo di mano fino a quado non l’hai finito.
Il grande problema, è che ti bombarda con talmente tante informazioni, che non ti lascia il tempo di assimilarle, di capirle, di passarle tra i casetti della tua memoria. E ti chiedi, ma può essere vero, no si, ma no, ma si, forse…..
E se per caso tutto quello che questo scrittore istruito alla vecchia scuola americana dei best-sellers, ha un nocciolo di verità …..
E se da qualche parte in tutta la nostra storia (così come la conosciamo), qualcuno avesse cambiato veramente le cose?
Non lo so, adesso sono arrivata alla pagina 245. Quando arriverò alla pagina 446 vi saprò dire la mia impressione finale!
E’ inutile negarlo o raccontarsela, avere 60 anni sulla carta d’identità si sente, eccome.
Si puù essere degli sportivi o dei puttanieri, sempre arzilli e pieni di impegni ma la testa, quella viaggia alla velocità dei tuoi anni.
Questo per dire che poi alla fine è inutile insistere di fronte all’incapacità di capire certi discorsi, diventa solo una perdita di tempo; è brutto da dire, ma è la realtà dei fatti.
Non rimane altro che prendere una decisione: chi fa da se fa per tre!
Caro amico, sarai sempre un amico, ma di fronte a certe esternazioni conservatrici non posso che dire picche.
Ieri mattina mi alzo tutto pimpante alle 7,15, e notare che ieri era domenica, con la prospettiva di una mattinata da passare in compagnia di amici a fare foto.
Guardo fuori dalla finestra, niente nebbia. Ottimo penso.
Colazione come si deve con latte e biscotti e poi via esco di casa pronto ad affrontare il gelido mattino.
Destinazione ultima Stellata, ridente buco della bassa ferrarese sulle rive del Po’. Unica nota positiva penso io è che almeno ci saranno quintali di nebbia e l’atmosfera sarà da urlo.
La strada scorre sotto le ruote, ma di nebbia nemmeno un centimetro, e dico io, fino all’altro giorno non si vedeva in casa da quanta ce n’era, beh oggi si è deciso che la nebbia non ci sta.
Arrivati a destinazione una tristezza inaudita, poche volte mi è capitato di vedere un posto come questo, l’unica parola adatta per descrivere il tutto è: il nulla.
Nonostante una ricerca affannosa quanto dettagliata non si riesce proprio a fare uno scatto, unica nota positiva il suono delle campane che nel nulla più assoluto si perdono nel vuoto.
Silenzio, qualche faccia strana, un barista che sembra uscito da un film degli anni 60, magrolino, cravatta d’ordinanza, sguardo vacuo, avventori decisamente mal assortiti insomma uno spettacolo.
Ritorno mesto verso quel di Modena almeno oggi pomeriggio ci sarà il divano ad accogliermi tra le sue braccia.
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