Eh sì, dicembre è iniziato alla grande.
Le cene ed i pranzi si sprecano per celebrare quell’amicizia che tanto viene osannata e sbandierata ai quattro venti, ma che in fondo, ma proprio in fondo, alla fine frega poco. Perchè non si può essere amici di tutti, e quando ne hai pochi, buoni, ecco quelli sì che sono amici.
Altro che il marasma della compagnia o del social network di turno. Alla fine si tratta solo di un contatore che pare debba per forza fare +1 ad ogni secondo in virtù di una classifica non meglio identificata di popolarità.
Quanto più gli eventi sono importanti tanto più si capisce chi ci importa veramente.
E come ogni Santo Natale, anche quest’anno il regalino è arrivato. Il caro Mario ha elargito a destra e a manca i suoi doni regali, magari qualcuno è rimasto a bocca asciutta e forse sarà il più contento. Noi nel frattempo perseveriamo, calcolatrice alla mano, nel vivere il nostro mese ormai diventato unità di misura temporale di riferimento. Perchè è sul mese che si fanno i conti. Le somme, le sottrazioni e le divisioni. Le moltiplicazioni le lasciamo ad un’altra generazione.
E quindi si osanna il meccanico quando ci comunica che per il cambio della cinghia possiamo aspettare il 2013: OLE’
Si investe qualche risparmio sulle biciclette, probabilmente futuro mezzo di locomozione per le prossime vacanze estive.
Si taglia tutto il tagliabile: cutter, forbici, coltello o coltellino svizzero poco importa. Prima pezzetti piccoli poi, via via, sempre più grandi.
Non abbiamo futuro e non lo vogliamo, noi viviamo alla giornata e più in là non ci andiamo, saremmo degli scriteriati.
E nonostante tutto la kermesse natalizia è arrivata. Le luci sono accese. I SUV sfrecciano. I negozi impacchettano. I locali traboccano. Tutto è bello e colorato.
Finalmente possiamo dire che la crisi è arrivata e con lei il Natale, quello Santo, quello Vero, quello del Cetriolone impachettato a dovere sotto l’albero, di chi lo possiede; chi verde, chi blu. Chi piccolo, chi grosso. W il Natale.
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