Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Ninja Warrior all’europea

Non so perchè, ma questa cosa mi ricorda vagamente Ninja Warrior.

Qui però mi pare si soffra molto di più!

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La mano di Fatima

Ai miei figli:
Ildefonso, Alejandro, José Maria e Guillermo

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Serial killer in Gran Bretagna

La cronaca nera non è certo un genere alto, e deve il suo successo più che altro alla tendenza di sfruttare i più bassi istinti voyeristici del pubblico. Tuttavia, ogni tanto assolve a una funzione meritoria: i ricorda che non esiste un’azione talmente spregevole da non essere compiuta, e che il troppo orribile per essere vero non è un’obiezione che si può applicare al mondo reale.

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I numeri di Satana [recensione]

Il monastero di Leyre sorge a sud est di Pamplona nella regione della Navarra. La tranquilla e silenziosa vita monastica dei frati benedettini viene sconvolta quando l’abate, Pello Urrutia, scompare misteriosamente insieme ad alcune ostie consacrate trafugate dal tabernacolo del monastero. Il mistero si infittisce quando al Vescovo della diocesi viene recapitato un dito dell’abate insieme ad una quantomeno singolare richiesta di riscatto: i rapitori infatti vogliono un antico e preziosissimo reliquiario conservato gelosamente nella cattedrale di Pamplona contenente un frammento della croce del Cristo. Il giudice Lola MacHor, affiancata dall’esperto Juan Iturri, già ispettore dell’Interpol, viene incaricata delle indagini quando vengono rinvenuti due cadaveri brutalmente sfigurati alle porte di Mendigorría un piccolo paesino situato nel cuore della Navarra. Il mistero che avvolge gli omicidi cela un’inconfessabile verità che è stata nascosta negli ultimi dieci anni e coinvolge gli esponenti di spicco della diocesi…
Finalmente un thriller nel quale il colpevole rimane celato fino all’ultimo. Il grande pregio di Reyes Calderón è proprio quello di costruire una fittissima rete di particolari ed indizi tali da rendere estremamente complicata, ma al tempo stesso intrigante, la trama. I colpi di scena e la suspence non mancano di tenere il lettore sul filo del rasoio e gli elementi esoterici che più di una volta si affacciano durante l’indagine contribuiscono a rendere ancora più misteriosa l’ambientazione.Non è però tutto oro quello che luccica: infatti è proprio l’eccessiva complessità a rendere la trama in qualche frangente troppo macchinosa, con il risultato per il lettore di perdersi tra le pagine di un’indagine che è sì assolutamente intrigante, ma che risulta al contempo paradossalmente soporifera quasi alla noia. Questo non pregiudica l’efficacia complessiva del romanzo, che risulta comunque piacevole ed accattivante, ma ne delinea i limiti. Spesso è la soluzione più semplice quella da prediligere, e non quella più astrusa.

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Sensazioni

Ci sono pochi momenti sublimi come il silenzio che regna durante una nevicata.

Questa mattina ho aperto gli scuri per godermi di quella luce così irreale, è ancora notte, ma è come se un unico grande lampione illuminasse il paesaggio. La vita è ancora immobile, qualche finestra dei vicini si illumina, segno che qualcuno si sta alzando per una nuova giornata. Il raspare della pala del capostazione a cui tocca “la rotta” in questo orario così infame. Ma per il resto: nulla. Silenzio. Ovatta. Attesa.

Inizia così questa nuova giornata.

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I migliori libri fotografici del 2009

A questo link una selezione ad opera di photo-eye, dei migliori libri fotografici dello scorso anno.

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The fight against TB

James Natchtwey torna con un reportage sulla nuova ondata di tubercolosi che sta colpendo almeno 7 paesi nel mondo (Cambogia, Lesotho, Sud Africa, Siberia, India, Swaziland e Tailandia).

Sul Burn Magazine è possibile visionare un contributo multimediale del reportage.

Struggle to Live – the fight against TB
James Natchtwey website

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La fortezza Malta [recensione]

Da sempre Malta conserva la reputazione mitica di isola inespugnabile. Già nel 1565 i Cavalieri Ospedalieri respinsero inesorabilmente tutti gli attacchi delle forze turco-ottamane che dal 18 maggio all’8 settembre cercarono inutilmente di conquistare l’isola. Così accadde anche durante la Seconda guerra mondiale: dall’11 giugno 1940 al 20 luglio 1943 Malta subì la più lunga serie di bombardamenti che si ricordi. Anzi, con ben 3340 incursioni aeree, detiene il non invidiabile record di luogo più bombardato del pianeta. Punto strategico basato al centro di mar Mediterraneo, Malta all’inizio del conflitto venne in parte snobbata dai vertici militari britannici presi nell’organizzazione delle difese contro gli incessanti attacchi tedeschi sul suolo britannico; poche difese antiaeree, pochi soldati di stazza, 3 aeroporti malandati. Solo con l’avanzare del conflitto e l’apertura dei nuovi fronti in Grecia e Nord Africa, Malta acquista un ruolo forse fondamentale come base di appoggio della Royal Navy impegnata nell’arduo compito di spezzare le linee di rifornimento nemiche verso il continente africano. Sull’orlo del baratro e con la minaccia sempre più concreta di un imminente invasione da parte delle forze dell’Asse, la popolazione maltese resistette strenuamente ad una condizione quasi disumana costellata da bombardamenti giornalieri, fame, distruzione ed epidemie, tanto da guardagnarsi la medaglia “George Cross”, la più alta onorificenza dell’Impero Britannico riservata all’eroismo dei civili…
James Holland presenta l’assedio di Malta dal un punto di vista degli assediati. Grazie ad un’approfondita ricerca storiografica basata su personali interviste ai protagonisti dell’epoca ed alla consultazione dei documenti ufficiali controfirmati da Churchill, è possibile rivivere quei drammatici anni che segnarono la vita dell’isola. Lo storico inglese contrappone a uno scenario globale, rappresentato dalla battaglia per il controllo del Mediterraneo, molteplici scenari privati rappresentati dalle vicende dei singoli, siano essi militari o semplici civili. Come in ogni guerra infatti salgono alla ribalta delle cronache le grandi imprese e le grandi battaglie, ma dietro ad ognuna di esse vi sono pur sempre la vita e le gesta di un singolo. Holland ha la grande capacità di fondere questi due elementi essenziali della Storia in una narrazione appassionante, ricca di dettagli storici ma mai per questo noiosa e priva di pathos. Grazie alla sua imparzialità verso gli aspetti politico/militari, Holland offre uno spunto di riflessione preciso e puntale su un capitolo così drammatico e fondamentale del secondo conflitto mondiale. Un libro che non può mancare sugli scaffali degli appassionati.

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Troppo lungo

Week end con trasferta meneghina per sbrigare, speriamo, l’ultima pratica burocratica per il matrimonio.

Al ritorno, prendiamo la metro in piazza Lotto, arrivati alle macchinette, inserisco il biglietto ed entro. Lavi invece non arriva.

Mi giro e le chiedo: “Beh allora cosa succede?” Allora lei mi fa: “Non prende il biglietto!”
Come non prende il biglietto, faccio io, lo abbiamo comprato stamattina, “….riprova di nuovo….”

Lei inserisce il biglietto ma niente, compare una scritta con “biglietto troppo lungo”. Che cazzo vorrà dire poi sta cosa?!

Vado da casellando che sta chiaccherando con un collega e gli dico: “Senta, abbiamo un problema con un biglietto………….. dice che è troppo lungo…………….”.

Lui non fa una piega, ci prende il biglietto, si dirige alla scrivania, apre un cassetto e comincia a scartabellare finchè non trova uno strumento metallico. Io pensi si tratti di un obliteratore, invece udite udite, si tratta di forbici!!!

Infatti prende il biglietto e lo taglia per il lungo!!!!!!!! “Ecco ora dovrebbe andare bene” mi dice.

In effetti ora il biglietto entra e possiamo prendere tranquillamente la metro.

Sono le 16,21 e non riesco ancora a capacitarmi del “TROPPO LUNGO“!!!!!!!!!!!!!!

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Memorie di un cartografo veneziano [recensione]

Sebastiano Caboto nasce a Venezia nel 1484, figlio di Giovanni e Mattea. Appartiene ad una di quelle famiglie che fanno del commercio marittimo la ragione stessa della propria esistenza. In seguito ad alcuni malaffari del padre, l’intera famiglia è costretta a lasciare Venezia per Bristol. Nella cittadina inglese Sebastiano perfeziona le sue tecniche di cartografo ma non solo: insieme al padre ed al fratello, viene iniziato alla navigazione. Sarà proprio insieme a loro che nel 1497 partirà sotto le insegne della Corona inglese alla ricerca di una via più breve per le indie. Il padre di Sebastiano infatti, è convinto dell’esistenza di questo passaggio che permetterebbe di raggiungere le tanto agognate isole Molucche. Questa esperienza segnerà nel profondo Sebastiano, tanto che negli anni a venire il sogno di una via diretta per queste isole rappresenterà un’ossessione che non solo metterà a repentaglio la sua vita e quella che dei marinai a lui assegnati, ma minerà il rapporto con la moglie Catalina, rapporto che solo dopo un esilio forzato riuscirà solo in parte a recuperare…
Scritto in un italiano che somiglia a quello del Cinquecento, Memorie di un cartografo veneziano è il libro per chi ama l’avventura e il mare. Francesco Ongaro infatti riporta il lettore all’epoca delle esplorazioni del continente americano, periodo nel quale le allora potenze europee quali Spagna, Portogallo e Gran Bretagna si contendevano il dominio dei mari alla ricerca di vie sempre più brevi e sicure per l’approvvigionamento delle spezie. Un libro incentrato sulla figura di Sebastiano Caboto che saprà suscitare nel lettore forti emozioni per una sfida, quella dell’uomo contro il mare, che da sempre affascina. Una sfida che Ongaro prima di tutto fa vivere attraverso le emozioni, le parole ed i pensieri del navigatore veneziano, facendone risaltare le straordinare qualità, ma mettendo anche in evidenza come spesso gli uomini capaci di grandi imprese siano a conti fatti uomini soli e che forse proprio nella loro solitudine sta racchiuso l’intero universo nel quale vivono che in questo caso è rappresentato dalla dall’oceano e dalla sua sconfinata vastità. Superato lo scoglio iniziale della scrittura ‘rinascimentale’, il lettore si ritroverà a bordo dei velieri che in quell’epoca d’oro salpavano dai porti di mezza Europa alla volta delle americhe. Sguardo fisso all’orizzonte, mano tesa sulla fronte e parare i raggi del sole e voce pronta per gridare: “TERRAAAAAAA”.

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